Come si diventa Tecnico del Suono? Quali sono gli studi necessari per diventare un Producer? Quali sono i software e le attrezzature necessarie per comporre, mixare e masterizzare musica? | Intervista num.1 Andrea Benassai del Sonoria Studio

La redazione del Jamming Blog ha cercato di dare una risposta a queste domande intervistando due importanti Producer e Sound Designer italiani che hanno, nella loro lunga carriera, realizzato successi nazionali e internazionali lavorando a fianco di grandi artisti. Stiamo parlando di Andrea Benassai dello studio Sonoria di Prato e Federico Pedichini dell’FP Studio di Lucca.

Intervista a Andrea Benassai

1) Cerchiamo di fare chiarezza! Su internet si trovano milioni di termini per definire il tuo lavoro. Vorrei chiederti secondo te qual è il giusto nome da usare: Sound designer, Sound Engineer, Tecnico del suono, Fonico, Producer, Tecnico Audio, etc. 

Definire il mio lavoro é abbastanza difficile, dato che muta e si adatta alle singole esigenze dei clienti. In modo molto ampio posso definirlo Produttore (o Producer, parola che non amo), che è un termine corretto sia per la fase di gestione di un progetto musicale che parte da zero, sia per l’arrangiamento e la realizzazione, ma anche per l’elaborazione finale durante il mix che, per molti motivi, ha assunto sempre piú la connotazione di lavoro di progettazione, creazione e produzione del suono.
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Intervista a Riccardo Onori, chitarrista di Jovanotti

onori1Arriva fresca fresca l’intervista ad uno dei migliori chitarristi italiani, Riccardo Onori chitarrista del mitico Jovanotti.

1) Ciao Riccardo, anzitutto ti ringrazio per aver accettato la nostra intervista. Come prima domanda ci piacerebbe sapere come nasce la tua passione per la chitarra elettrica.

Ringrazio voi per le domande, mi piace sempre parlare di musica. Questa domanda è un po difficile per me, perché non è nata la passione per la chitarra elettrica soltanto, ma principalmente per la musica, mi ricordo che ero molto piccolo e i miei genitori ascoltavano musica a casa, mi ricordo ancora oggi i brividi che mi venivano quando ascoltavo i vari cantanti e musicisti. Mettevano Battisti, Beatles, Santana e Pink floyd, e chi più ne ha più ne metta…. La chitarra è uno strumento che ho scoperto a 10 anni e ancora oggi lo considero uno strumento utile per dar sfogo alla mia passione. Il suono è la cosa che mi interessa di più, e sopratutto il suono d’insieme. La mia chitarra la vedo sempre come un ingranaggio di una macchina che si mette in moto con tutti i musicisti con cui suono.
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Matteo Cammisa – Cajon “…ho iniziato a suonarlo e me ne sono innamorato…”

10929024_442886959193821_8344397835865672241_n1) Raccontaci un po’ di te. Qual è la tua storia musicale?

Ho iniziato musica a 11 anni iscrivendomi di nascosto a un corso di pianoforte. Non sapevo se i miei avrebbero approvato così ho aggirato l’ostacolo facendolo di nascosto; poi è arrivato il momento di pagare e ho dovuto dirglielo. Dopo un po’ di anni, prima liceo più o meno, vengo a sapere che un amico sta tirando su una band e che non riesce a trovare il batterista. «Posso provare?» chiesi e la risposta fu «Ma la batteria l’hai mai suonata?» io risposi di no ovviamente e che non avevo idea di come si suonasse ma se per loro andava bene ci avrei provato. Comprai il primo paio di bacchette e un libro sulla batteria. Appena potevo andavo nella sala prove del liceo e provavo e riprovavo a leggere i ritmi e ricreare i suoni che sentivo nei cd. Poi non ho più smesso. I miei mi hanno regalato la mia prima batteria e ho iniziato a prendere lezioni fino a studiare con Tullio De Piscopo a Milano.

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