CHE COS’E’ LA CIRCLESONG?

Metodo portato alla luce da Bobby Mcferrin ma radicato nelle più antiche tradizioni orali e musicali – a partire da quelle africane per arrivare a quelle dei nativi Americani, passando per le tradizioni Asiatiche, Arabe, dell’Est Europa.. una combinazione di generi e stili, un viaggio alla ricerca di un linguaggio universale. Musicalmente le circlesong si basano sulla ripetizione di fonemi “sciolti”, legati armonicamente tra loro e affidati dal conduttore alle varie sezioni del cerchio, per realizzare una vera e propria orchestra di voci improvvisata. Atto creato sul momento, al quale il solista si affida per i propri assoli e variazioni ritmico/melodiche. Un concerto/rituale per entrare in connessione con sé stessi e gli altri in modo antico, delicato e bellissimo.
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Siamo sicuri che valga anche per i batteristi?

Secondo un’autorevole ricerca dell’Università di Oxford la somministrazione di esercizi sensoriali e motori rafforza le connessioni tra le diverse aree cerebrali.
In base allo studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, dopo alcune settimane di allenamento con palline e clavette si registrerebbe un aumento significativo della sostanza bianca, un insieme di fibre nervose che funge da “rete di connessione” tra le varie aree del cervello.
A simili conclusioni era giunta nel 2004 un’analoga ricerca tedesca, questa volta incentrata sulla materia grigia, l’insieme dei corpi cellulari dei neuroni. Continua a leggere “Siamo sicuri che valga anche per i batteristi?”

Gestori dei locali… Ora Basta !

Dedicato a … i gestori di locali !

Per tutti quei gestori di locali che tentano di speculare sugli artisti, ecco cosa ha risposto un nostro collega ad una loro richiesta:

Club / Ristorante / Bar: Ciao ! Stiamo organizzando una serata nel nostro locale! Stiamo cercando musicisti che vengano a suonare gratuitamente potendo così farsi conoscere, vendere i propri dischi, e, se la serata funziona, in futuro avere altri appuntamenti! Fammi sapere se ti interessa! CIAO
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Bassisti, ed ora un po’ di esercizi !

Ciao a tutti i lettori!

Con questo breve articolo vorrei farvi riflettere sull’importanza dell’aspetto ritmico per un bassista.

Uno degli argomenti su cui tutti i musicisti si scontrano è i Sedicesimi (maledetti). I sedicesimi non sono quelli che arrivano dopo i quindicesimi, ma una particolare figura ritmica  poco intuitiva e molto difficile da assimilare.

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Gli errori della didattica nella musica moderna

a cura di Valerio Silvestrodocente presso Mad School Napoli e Jam Centro Musica Moderna Lucca

Un giorno, tanto tempo fa, il jazz entrò nella mia vita come un uragano. Fino ad allora la musica per me era stata tecnica, solfeggio, spartiti. Poi la musica di John Coltrane mi fulminò regalandomi emozioni mai provate prima. Avevo vent’anni e non avevo nessuna idea di come funzionasse quella magia. Ma volevo che fosse mia, che in qualche modo anch’io potessi perdermi in quel sogno fatto di suoni, urla e lacrime.
Cominciai a chiedere, a cercare qualcuno che m’insegnasse. La risposta fu unanime. Il Jazz non s’insegna “o ce l’hai o non ce l’hai”.

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Il Rack, questo sconosciuto!

Non ho mai capito se succede solo a me, andando ad un qualsiasi concerto, di essere spesso attratto più dalla postazione del fonico di sala (o anche fonico PA cioè “Pubblic Address” – così potete fare i fighi al prossimo concerto –  che si distingue dal fonico di palco) che da quello che succede sul palco.
Certo io sono un pò malato, ma non mi dite che nessuno di voi si è mai chiesto cosa sono tutte quelle lucette che si muovono impazzite nei rack vicino al mixer. Ebbene per chi non se l’è mai chiesto e per chi non si è mai risposto ve lo spiego io.
Quei rack contengono tutta l’elettronica che, insieme al mixer, processa i segnali che arrivano dal palco, e che poi verranno amplificati dai finali di potenza per arrivare alle casse dirette sul pubblico.

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Il Microfono

Scendendo nel dettaglio analizziamo ora il primo e più delicato stadio della catena audio: la ripresa microfonica. Prima di analizzare i diversi tipi di microfono e come sceglierli a seconda della situazione è doveroso soffermarsi su cosa è il suono e come si propaga.
Chi si interessa un po’ di linguistica sa bene che spesso dall’analisi di una parola si può risalire al suo significato e a tutto il contesto che la contiene. Per questo l’analisi della parola “microfonico” ci porta immediatamente a suddividere il termine in due parti: ”micro” (da micros aggettivo che sta per “piccolo”, “debole”) e ”fonico” (da phonos che sta per “suono”, ”voce”).

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