Come si diventa Tecnico del Suono? Quali sono gli studi necessari per diventare un Producer? Quali sono i software e le attrezzature necessarie per comporre, mixare e masterizzare musica? | Intervista num.1 Andrea Benassai del Sonoria Studio

La redazione del Jamming Blog ha cercato di dare una risposta a queste domande intervistando due importanti Producer e Sound Designer italiani che hanno, nella loro lunga carriera, realizzato successi nazionali e internazionali lavorando a fianco di grandi artisti. Stiamo parlando di Andrea Benassai dello studio Sonoria di Prato e Federico Pedichini dell’FP Studio di Lucca.

Intervista a Andrea Benassai

1) Cerchiamo di fare chiarezza! Su internet si trovano milioni di termini per definire il tuo lavoro. Vorrei chiederti secondo te qual è il giusto nome da usare: Sound designer, Sound Engineer, Tecnico del suono, Fonico, Producer, Tecnico Audio, etc. 

Definire il mio lavoro é abbastanza difficile, dato che muta e si adatta alle singole esigenze dei clienti. In modo molto ampio posso definirlo Produttore (o Producer, parola che non amo), che è un termine corretto sia per la fase di gestione di un progetto musicale che parte da zero, sia per l’arrangiamento e la realizzazione, ma anche per l’elaborazione finale durante il mix che, per molti motivi, ha assunto sempre piú la connotazione di lavoro di progettazione, creazione e produzione del suono.

2) Quali sono secondo te le nozioni indispensabili e le caratteristiche personali principali per svolgere il tuo lavoro? 

La cosa piú importante é conoscere benissimo la musica in tutti i suoi aspetti, le capacitá espressive e le possibilitá tecniche di ogni singolo strumento che si usa nell’arrangiamento, la consapevolezza armonica e timbrica in generale, sia legata alla produzione elettronica che a quella degli strumenti reali.

La conoscenza delle macchine da usare per tradurre in realtá un’idea musicale é importante ma non determinante, perché esse sono il mezzo che porta ad un fine, totalmente astratto e concettuale. Qualsiasi macchina va bene se conduce al risultato giusto, e qualsiasi modo di usarla – corretto o forzato – che genera il risultato prefissato, diviene corretto ex post.

Naturalmente la tecnica pura ha le sue regole, che non possono essere ignorate: la padronanza di tutte le fasi di produzione si concretizza in un percorso piú guidato, consapevole, condiviso, concreto e non casuale.

3) Immagino che lo studio e la pratica siano degli elementi imprescindibili per crescere professionalmente. Mi chiedo però quanto le nuove tecnologie e i nuovi programmi possano aiutare una persona a diventare un bravo Sound Designer.

La professione di sound designer è strettamente correlata all’uso delle macchine che, appunto, sono il mezzo per tradurre in realtá un’arte essenzialmente astratta come la musica. È bene sapere, peró, che la musica é sintesi di esperienza e cultura, non sintesi di tecnica. Non si puó prescindere dalla padronanza totale del linguaggio musicale, nemmeno se si produce un concept album di rumori.

4) Molti dei ragazzi che vogliono intraprendere questa professione hanno il desiderio di creare e produrre la propria musica. L’essere musicista o conoscere le basi dell’armonia e dell’arrangiamento secondo il tuo parere sono elementi necessari per raggiungere questo obiettivo?

Produrre musica significa conoscerne i meccanismi profondi, che si imparano ascoltando, confrontando, studiando. Non esistono modi alternativi, non esistono tecnologie che possano competere con l’umanitá e con la Conoscenza. Al limite esse possono rappresentare mezzi per esplorare territori vergini, ma con la guida solida di chi sa da dove viene e, in linea di massima, dove si sta dirigendo. Purtroppo, per motivi complessi ma facilmente intuibili, oggi sta passando il messaggio che i mezzi, da soli, facciano la sostanza e che l’ignoranza possa essere nascosta sotto l’elaborazione, fatta naturalmente da mezzi molto costosi e disegnati appositamente per rendere alla portata di tutti ció che un tempo non lo era.

5) Sappiamo che oltre ad essere un professionista del settore sei anche un docente esterno dei corsi di Tecnico del Suono dell’accademia Jam Academy di Lucca. Vorrei chiederti se hai dei suggerimenti da dare a tutti coloro che sono interessati a diventare Sound Designer / Tecnico del Suono, in base alla tua esperienza di insegnante.

Il consiglio che posso dare è di studiare bene le basi, anzi: benissimo, in modo maniacale e poi appoggiarsi all’esperienza di chi ci ha preceduto per conoscere un mestiere che, sebbene legato all’arte, é prevalentemente artigianale (la radice di questa parola é decisamente chiara). Osservare dei produttori, maestri all’opera, senza avere le basi per capire cosa stiano facendo e senza poter fare domande pertinenti é tempo sprecato. La curiositá e la domanda sono l’anima dell’apprendimento, dunque il consiglio é di mettersi nella condizione di comprendere le risposte che vengono date, non solo per seguire i procedimenti alla lettera e le conseguenti linee guida, ma anche per capire cosa non faremmo allo stesso modo, e perché.

6) Un’ultima curiosità! Quali sono i software principali che utilizzi per lavorare? 

I software ormai si equivalgono sostanzialmente per qualitá e complessitá, non ne ho uno preferito in particolare. Di solito uso Cubase per la produzione e Pro Tools per l’elaborazione audio piú pura, ma uso e ho usato anche Logic, Digital Performer, Studio One. Avendo uno studio ibrido alla fine il grosso del lavoro lo faccio con gli strumenti veri e con apparecchiature audio analogiche e, in questo contesto, il software migliore é quello che, al momento, mi fa lavorare piú velocemente.

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