Recensione gruppo inedito – Melody “Ci sarà da correre”

melody2Disco di debutto per la bolognese Melody, cantante pop e figlia d’arte (il padre Corrado Castellari, a cui è dedicato il disco, è stato uno dei più famosi autori della musica italiana) che con questo ‘Ci sarà da correre’ arriva finalmente ad aprire una finestra sul mondo discografico dopo una lunga gavetta tra live e turni in studio per alcuni artisti tra i più noti sulla scena musicale italiana.

Per il suo esordio Melody sceglie un ibrido tra la musica pop italiana di stampo recente (tornano alla mente soprattutto gli anni 90) e il cantautorato che ha reso grande la tradizione di musica leggera del nostro paese; sin dall’iniziale ‘E’ tutto cielo’ si possono infatti notare, parallelamente agli schemi tipici del pop di oggi, una certa attenzione per i testi, la predominanza della chitarra acustica e gli arrangiamenti semplici ma efficaci tipici di un certo modo di fare musica legato ai nostri anni 60, che Melody richiama alla mente sovente anche nella forma strutturale dei brani (‘Avere fame avere sete’ ricorda la classica stesura a filastrocca tipica dei brani del primo De André, che guarda caso viene omaggiato anche nell’ultima traccia del disco con ‘Il testamento di Tito’). Il disco prosegue poi tra pezzi musicalmente più leggeri e ariosi (la traccia che dà il nome al disco) e brani maggiormente impegnati (‘Progetto’, forse il pezzo più ‘moderno’ del disco), sempre in bilico tra temi seri e liriche più disimpegnate, per poi concludersi con tre cover di brani che hanno reso importante il nome di Corrado Castellari, filo conduttore del disco, tra le quali una citazione particolare si può riservare a ‘Wagon lits’ di Ornella Vanoni, che Melody omaggia trasformando la sua musica e la sua voce in un grintosissimo rock d’annata che merita sicuramente un ascolto e conferisce al suo disco un ulteriore tocco di personalità.

Tirando le conclusioni, ‘Ci sarà da correre’ è un ottimo esordio, uno di quei dischi che non colpisce subito, ma che ascoltando e riascoltando permette di cogliere ogni volta una sfumatura diversa, che lo rende sempre più piacevole, interessante e genuino (cosa, quest’ultima, piuttosto rara nel pop di oggi). Da notare la buona produzione, il livello delle composizioni e dei musicisti che accompagnano Melody (mai sopra le righe ma sempre al servizio della voce, strumento principe del disco); qualche margine di miglioramento ci può essere forse per gli arrangiamenti, che seppur efficaci ed adatti al genere potrebbero essere un pochino più presenti e ragionati per far effettuare un ulteriore salto di qualità a Melody verso la musica che conta. Da ascoltare, aspettando il secondo disco!
Tracklist:

  1. E’ tutto cielo
  2. Avere fame avere sete
  3. Ci sarà da correre
  4. Il provinciale
  5. Progetto
  6. Sacco a pelo
  7. Tempi politici
  8. Non voglio essere
  9. Wagon lits
  10. Il testamento di Tito

 

 

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