Dario Rossi Street Percussionist: percussioni con oggetti riciclati

Dario Rossi
Dario Rossi

Abbiamo il piacere e l’onore di inservistare uno dei maggiori esponenti della Street Percussion in Italia. “La strada mi ha dato e continua a darmi molto”, così Dario Rossi ci spiega la sua esperienza di musicista di strada.

1) Per chi non ti conosce vuoi raccontarci brevemente la tua storia musicale? (brevissima bio)

Ho iniziato a studiare percussioni all’età di dieci anni presso la scuola di musica locale del mio paese. L’anno successivo ho intrapreso poi le lezioni di batteria da un maestro privato iniziando di lì a poco le mie prime esperienze live, sia nei gruppi sia con la banda musicale. Dopo numerose sessioni in studio in varie formazioni decisi a diciotto anni di perfezionarmi ulteriormente al Saint Louis College Of Music di Roma, dove ho seguito un corso personalizzato di batteria con il M° Alex Barberis, iniziando contemporaneamente a seguire delle masterclass e seminari che hanno alimentato il mio interesse per lo strumento. Tra il 2010 e il 2011 ho vissuto a Londra e lì ho avuto la mia prima esperienza da artista di strada.

Fu proprio il giorno prima di tornare in Italia che decisi di provare a suonare a Piccadilly Circus davanti a sconosciuti, e ricordò che andò decisamente bene! Tornato in Italia ho intrapreso nuovamente gli studi presso la sede di Nettuno dell’accademia nazionale “LA CASA DEL BATTERISTA”, diretta dal M° Gianluca Garsia. Parallelamente al percorso didattico è pian piano aumentato il lavoro, e dunque anche le opportunità. Mi sono difatti esibito in contesti più importanti, come il “Teatro Italia”, “Ambra Jovinelli”, “Auditorium Parco della Musica”, oltre alla nota manifestazione “BATTERIKA” che si tiene ogni anno a Roma. Mi sono diplomato quest’anno presso LA CASA DEL BATTERISTA e svolgo difatti anche l’attività di insegnamento sia da privatista sia presso l’associazione culturale “Arte & Musica”. Infine sono di recente apparso in tv su canale 5 all’interno del talent show “TU SI QUE VALES”.

2) Quali sono state le epserienze musicali che più hanno contribuito alla tua formazione ?

Sicuramente le esibizioni che ho fatto in strada. E’ qualcosa di diverso da suonare in un locale con alle spalle la copertura di un evento organizzato. La strada mi ha dato e continua a darmi molto. Credo sia la vetrina più ampia e soprattutto vera che un artista possa avere, ed è inoltre un modo per conoscere davvero se stessi e gli altri senza dover porre “filtri sociali” di nessun tipo.

3) Com’è nata l’idea delle percussioni di strada?

Come accennavo prima nella mia breve bio, l’idea delle percussioni di strada è nata a Londra ma in realtà proviene da un passato ancora più lontano: fin da bambino ho sempre avuto interesse per la sperimentazione e per la scoperta di nuove sonorità, difatti suonavo praticamente ovunque per vedere che tipo di sonorità emettessero le varie superfici. Mi soffermavo inoltre ad ascoltare il ronzìo dei motori dei frigoriferi, oppure il fruscio della ventola dei ventilatori. Insomma per farla breve credo che l’idea delle percussioni di strada nasca in primis da un mio lieve autismo infantile. 😀 😀
Soltanto nel 2011 mi venne dunque in mente di ripescare quella mia attitudine e di provarne a fare qualcosa per comunicare agli altri. Da quella prima volta la cosa è andata avanti in maniera molto graduale, e quest’anno ho iniziato a crearmi un mio seguito consolidando dunque in maniera più concreta il mio progetto.

4) Quali sono le migliori città per suonare ?

Quest’estate ho fatto un’esperienza a Berlino. Sono partito con l’autobus da Roma e sono arrivato lì con tutta la mia strumentazione dietro. Ho suonato nelle piazze e parchi più importanti, e sono tornato in Italia molto arricchito. Il mio obbiettivo è sicuramente quello di propormi sempre più all’estero, mettendomi dunque a confronto con realtà e culture sempre nuove. Per quanto riguarda l’italia credo che la città in cui mi sono trovato meglio siano Bologna e Firenze. Anche a Roma si lavora benissimo, ma credo che per alcuni versi non sia una città sempre disposta ad accogliere sperimentazioni di questo tipo.

5) Sabato 13 dicembre sarai ospite al Percussion Day della scuola Jam Academy di Lucca. Cosa ci dobbiamo aspettare ? Ci sarà la possibilità di provare la tua “strumentazione” ?

Quello che farò sarà semplicemente ribadire ciò che sto esprimendo in questa intervista, dunque vi parlerò del mio percorso in maniera del tutto sincera e diretta. Oltre a conversare con voi mi esibirò ovviamente anche live, e chi vorrà potrà certamente provare la mia “strumentazione”! 😉

6) Quali suggerimenti o consigli ti senti di dare a coloro che volessero intraprendere questa esperienza della street percussion ?

Il primo consiglio che vi do ancor prima della selezione degli strumenti che vorrete usare per ottenere il tipo di sound che vi interessa è quello di essere prima di tutto voi stessi in strada. Credo che al giorno oggi sia rimasto davvero uno dei pochi posti in cui ancora è possibile esserlo senza alcun tipo di divieto. Credo sia proprio questo il bello di esibirsi in un posto cosi ampio e libero dove chiunque può esprimere in modo estemporaneo ciò che ha dentro davanti a dei perfetti sconosciuti, ma che in quel momento diventano tutti parte di un unico istante.

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