Recensione gruppo – Needlework

Senza-titolo-3L’ultimo lavoro della band bresciana si identifica come un concentrato di rock’ n roll “old style”, quello che va dal blues al rockabilly al country al swing, dagli anni 40 ai 50, tornato di moda con il revival partito dagli anni  80 grazie agli Stray Cats prima e proseguito con la Brian Setzer Orchestra, entrambi nomi che se non diretti ispiratori sicuramente apprezzatissimi dal quartetto, e di cui troviamo anche qualche esponente i Italia, su tutti Marco di Maggio.

I brani scorrono via piacevolmente, con un timbro tipicamente fenderiano, pulito, certo non nuovo ma comunque coinvolgente. Hanno un gran senso del ritmo e del rock n roll, non danno tregua, ti devi muovere per forza! Il compito è ben svolto, attraverso gli 11 pezzi, dove possiamo trovare stacchi e interventi chitarristici precisi e puntuali, mai gratuiti. Un bel basso presente ma non invadente si unisce ad una solida batteria, ed una voce interessante spesso armonizzata con cori scandisce i testi, anche questi in tema.

A livello di produzione la canzoni hanno dei bei suoni, belli chiari, mixati intelligentemente, ma sono anche convinto che dal vivo rendano ancora meglio.

Un lavoro a livello musicale profondamente “americano”, da colonna sonora di Tarantino, li vedrei bene in una data con i Di Maggio Connection.

Per info sul gruppo http://www.needlework.it

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