Recensione – Tutte le cose inutili

536970_483742294995213_314180783_nTutte le cose inutili sono un duo chitarra batteria ventiduenne di Prato che propone il primo vero album dopo due ep.

Il set mi rimanda a formazioni “di moda” Black Keys e White Stripes, ma anche Bud Spencer Blues Explosion e Lombroso per rimanere in Italia. Purtroppo delle band citate nel loro sound non c’è traccia.

Il corpo dei brani è costituito da una chitarra pulita che ritorna sempre con lo stesso suono squillante e una Batteria che si limita a un sottofondo indistinto. Si sente qualche effetto sonoro qua e là per fare sostanza con qualche parte tastiera, ma poco aggiungono all’atmosfera rarefatta che si crea. A voi decidere se sia un bene o un male.

I cantati sono spesso più che altro parlati, tra i Linea 77 e Giovanni Lindo Ferretti, ma alla lunga (ma anche alla corta) la voce monotona e mononota stucca, sarà forse anche per colpa della registrazione ma spesso si ha un fastidioso effetto stonatura.

I testi da rabbia giovanile presentano qua e là qualche spunto di prosa interessante ma poi tornano a sguazzare puntualmente nel luogo comune.

Un lavoro a tratti gratuito, probabilmente per la giovane età del duo che avrà di certo tempo per crescere e capire meglio la direzione che desidera intraprendere.

Per Aprile 2013 è prevista l’uscita del libro+cd Preghiere Underground per HabenerO Edizioni (genova) a distribuzione nazionale.

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