Siamo sicuri che valga anche per i batteristi?

Secondo un’autorevole ricerca dell’Università di Oxford la somministrazione di esercizi sensoriali e motori rafforza le connessioni tra le diverse aree cerebrali.
In base allo studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, dopo alcune settimane di allenamento con palline e clavette si registrerebbe un aumento significativo della sostanza bianca, un insieme di fibre nervose che funge da “rete di connessione” tra le varie aree del cervello.
A simili conclusioni era giunta nel 2004 un’analoga ricerca tedesca, questa volta incentrata sulla materia grigia, l’insieme dei corpi cellulari dei neuroni.
Gli ultimi studi mettono in evidenza la relazione tra senso del ritmo e pensiero logico. Si è scoperto che chi è capace di tenere il tempo con regolarità è mediamente più abile nella risoluzione di compiti che richiedono logica e pianificazione. È  dal secolo scorso che si è ritornati a parlare di unicità di mente e corpo a cominciare da Duprè che con gli studi sulla disabilità motoria  e sulla “paratonia”, nel 1925 inquadrava in un’unica sindrome, da lui denominata “instabilità psicomotoria”, turbe sia di carattere motorio che di carattere psichico.
Duprè mette in evidenza il legame tra deficit psichici e quelli motori, con una maggiore dipendenza del deficit motorio da quello psichico, per cui la rieducazione dell’uno influisce favorevolmente sull’altro.

Ma siamo sicuri che questa cosa valga anche per i batteristi?

Cruella  (Deville)

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