Gruppo inedito – Free Go

1. Parto subito chiedendoti di presentarvi ai lettori di Note Live.
Enrico Picchi: voce, chitarra e ukulele. Francesco “Gerva” Ferrari: basso, Carlo “Charlie” Matteoli: batteria, Luca “Marcello” Franceschini”, chitarra

2. Qual’è la genesi del vostro nome?
Charlie: Il nostro nome è nato in maniera piuttosto frivola, mentre eravamo seduti a tavola nella nostra pizzeria preferita. Durante la spasmodica attesa delle pizze cercavamo come al solito di ingannare il tempo evitando di sbranarci a vicenda e fra i vari “discorsi a bischero” è sorta anche la questione del nome: “Ragazzi, non è da molto che suoniamo insieme… ma forse è il caso di decidere un nome per la band, no?” Dopo qualche tentativo altamente improponibile mi sono alzato e ho detto: “Perché non ci chiamiamo Frigo? Anzi, visto che i nostri testi sono in lingua inglese facciamo un gioco di parole: Free-Go”.

 


Non starò a spiegarvi perché avessi in mente il frigo, ma posso dirvi che di fronte a questa proposta non sono certo scattati gli applausi degli altri tre, ma non ho nemmeno ricevuto insulti!
Così poco per volta abbiamo iniziato a concepire questo frigo non solo come luogo adatto a conservare prelibatezze culinarie e alcoliche di vario tipo (siamo tutti degli amanti del mangiare e del bere.. forse lo avrete capito!), ma anche come contenitore dei prodotti che nascono nella nostra sala prove.
Successivamente abbiamo sviluppato in maniera ulteriore questo concetto, fino a chiamare il nostro primo CD “What’s In The Fridge?”
2bis “E allora parlateci di questo lavoro, che oltretutto è uscito da pochi mesi (Ottobre 2011)…”
In circa 2 anni, dal 2008 al 2010 avevamo composto svariate canzoni, così abbiamo selezionato i 6 brani che più ci rappresentano nella nostra poliedricità, e li abbiamo associati ai prodotti che si possono trovare in un frigorifero. Da una lattina di una bevanda a una confezione di salsa a del formaggio o della birra. Tanti prodotti anche molto diversi tra loro rappresentano bene i diversi approcci e stili che si possono trovare nei nostri pezzi. Tutti accomunati dallo stare dentro  a un freego!!! Infine la grafica di Jay (Jason Prasad)  viene sempre notata ed apprezzata e si è rivelata un vero e proprio valore aggiunto.
All’inizio però non pensavamo di fare un ep di 6 pezzi, visto che siamo partiti col registrarne 3 allo studio Sonora grazie a Nicola Grisafi e Mauro Bechelli, a cui poi si sono aggiunti gli altri 3 brani registrati alla Putrido Records di Cristiano “Lercio” Sbrana.

3. Come componete i brani?
Gerva: Inizialmente i brani erano composti con una struttura più o meno definita da qualcuno di noi in particolare (spesso io o Enrico) per trovare il loro completamento in sala prove con l’arrangiamento ritmico (compiuto prevalentemente di Charlie e del sottoscritto) e melodico (Marcello). Poi a mano a mano che il nostro feeling come band aumentava, anche l’integrazione da parte di tutti nei vari aspetti della creazione dei brani  è maturata. Addirittura oggi molti dei nostri pezzi nascono direttamente in sala prove grazie all’interazione di tutti…. ad eccezione dei testi e della linea vocale che sin dall’inizio sono state mansioni quasi esclusive di Enrico

4. I testi ricoprono un ruolo molto importante. Come nascono?
Enrico: La maggioranza dei testi delle nostre canzoni affrontano temi politici e sociali. Questo viene dal fatto che da tanti anni faccio attivismo di un tipo o un altro e posso esprimere i miei pensieri e le mie esperienze con le canzoni.  I testi sono talmente importanti che ci metto più tempo a scriverli che la musica.  Spesso spezzo la ritmica del canto pur di mettere dentro una frase che ritengo sia fondamentale per la canzone.  Nonostante siano in inglese, spero sempre che la gente li legga e rifletta su cosa ho scritto.  Non perché penso di aver ragione, ma perché mi piace stimolare la mente alle persone per aprire un dibattito sui problemi che riguardano la maggioranza.  Però, se mi chiedi che tipo di canzone è la più difficile da scrivere ti rispondo una canzone d’ amore.  Cercare di esprimere amore senza termini banali è veramente un’impresa.

5. Quali sono i gruppi dai quali traete ispirazione?
Charlie: E’ difficile dire quali sono le bands che effettivamente influenzano il sound dei Free-Go: ogni componente ha, pur rimanendo nell’ampio genere del Rock come riferimento fondamentale, le sue “fisse”. Sicuramente ci sono dei gruppi che ammiriamo tutti come Faith No More (Enrico in particolare), Guns N’ Roses (vecchia passione condivisa dal sottoscritto e da Marcello) e Foo Fighters (che nel corso degli anni hanno letteralmente conquistato il Gerva), ma non mi sento assolutamente di affermare che il nostro genere sia un semplice mix di questi nomi; ad esempio io sono un amante del punk rock/hardcore melodico anni ’90, che non ha molto a che fare con le bands appena citate, e via dicendo…
Credo piuttosto che il nostro modo di scrivere e anche il sound siano influenzati dal fatto che tre di noi (Gerva, Marcello ed Io) hanno già avuto l’occasione di suonare assieme in altri gruppi o in altri contesti e che Enrico si sia ben inserito in questa “amalgama” precostituita portando melodie e idee che nelle precedenti esperienze probabilmente non ci saremmo mai aspettati di affrontare. Enrico inoltre ha introdotto l’ukulele in un paio di nostri brani (“Commander” ed “Our One Breath”, entrambi presenti nel nostro CD) ed io mi sono trovato a sedere dietro la batteria (cosa che desideravo fin da piccolo ma che non ho -ahimé- mai messo in pratica), mentre prima dei Free-Go ho sempre suonato la chitarra e cantato.
Insomma, sicuramente anche questa serie di novità ci ha stimolato e sta stimolando tuttora il nostro processo compositivo, tirando fuori lati di noi che forse fino a poco tempo fa erano un po’ più nascosti.

6. Qual’é secondo voi la caratteristica che vi distingue maggiormente rispetto agli altri?
Gerva: Sicuramente il forte legame di amicizia e rispetto che abbiamo l’uno con l’altro. Nessuno di noi, anche nelle esperienze passate, ha avuto band con una tale alchimia di fattori. Non siamo semplicemente una band, prima di tutto siamo 4 amici con una forte passione per la musica e il fatto di aver suonato in passato generi musicali diversi rende il tutto più esaltante e completo. Il nostro affiatamento infatti è il nostro punto di forza che  ,anche a detta di chi ci ha visto e sentito, si percepisce nitidamente nei nostri live.

7. Riuscireste a descrivere le sensazioni che secondo voi date al pubblico che vi ascolta?
Marcello: Le sensazioni che percepiamo dal pubblico sono varie e disparate, e probabilmente  anche quelle che il pubblico riceve da noi immagino siano atrettanto disparate. Mi piace pensare che a partire dalla nostra musica e dai nostri messaggi ognuno possa pensare qualcosa di diverso, costruire una propria interpretazione, vivere emozioni uniche.

8. Qual’é stata l’esperienza più bella che avete vissuto come musicisti?
Marcello: L’esperienza più bella secondo me è quando ai nostri concerti il pubblico canta con noi i nostri brani, e continua poi a cantarli anche dopo il concerto o i giorni successivi. Vedere la propria musica che “corre e viaggia con le sue gambe” non ha prezzo. Quindi per quanto mi riguarda non c’è un unico evento particolare da sottolineare, ma tanti momenti vissuti come se palco e pubblico fossero un tutt’uno!

9. Mentre uscirà questo numero sarà presentato ufficialmente un videoclip, e ne è in cantiere già un altro. Come è stata l’esperienza di “attori”?
Gerva: E’ stata strana… ma esaltante! Anche se i veri attori (primi fra tutti Roberto Benedetti e Lisa Franceschini) sono stati veramente bravi… noi  abbiamo fatto il massimo. La cosa che personalmente mi è piaciuta di più è stata la sinergia fra le “arti”… vedere che la nostra musica stava mutando in qualcosa di più espressivo grazie alle immagini… merito sicuramente del bravissimo regista Mariano Meini. Poi il fatto di aver seguito e collaborato tutti e 4 in tutte le riprese (anche in quelle dove non eravamo “coinvolti”) ci ha permesso di apprezzare al massimo questa esperienza.

10. Oggigiorno per avere maggiore chance di suonare nei locali od ottenere collaborazioni con case discografiche pensate sia indispensabile avere come biglietto da visita dei videoclip a supporto delle canzoni?
Gerva: Direi non indispensabile… ma sicuramente è una carta in più! In special modo nel nostro mondo sempre più “multimediale”. E’ ovvio che la nostra musica viene prima di tutto; ma il videoclip, soprattutto se ha idee particolari, può attirare anche chi magari ad un primo ascolto non si sarebbe incuriosito. Io stesso, in molti casi, sono venuto a conoscenza di nuove band e della loro musica proprio grazie ad accattivanti video.

11. Quali saranno i prossimi impegni?
Il 18 marzo allo Swamp Club siamo onorati di aprire ad una band come i Burning Heads, mentre il 14 aprile saremo al Foro Boario alla festa di Note Live (!!!) insieme ad altre band (tra cui J27 e Tossic).  Stiamo poi fissando alcune date fuori Toscana nel periodo fine aprile-maggio, mentre in seguito torneremo in studio per registrare i nuovi brani nati nell’ultimo periodo.

Grazie per l’intervista e complimenti per il tuo progetto. Note Live è con voi!

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