Lo studio della chitarra: Quanto, Quando e Dove ? Parte I

a cura di Lorenzo Mirani

La chitarra moderna (come la musica pop/rock), si sa, è storia recente, e per questo motivo gli standard didattici e di apprendimento in merito ancora spesso non si sono uniformati rispetto alle restanti discipline.

Se chi suona la chitarra classica impara immediatamente, grazie ad una didattica consolidata da secoli, a studiare nel modo corretto, quante volte a tanti di noi ‘chitarrai moderni’ sarà capitato di sentirsi negati per il proprio strumento, perché non riusciamo ad imparare qualcosa di specifico? La verità è che la risposta non sta nella mancanza di talento, ma quasi sempre in un approccio allo studio scorretto, non adatto e quindi insufficiente a raggiungere i nostri obiettivi!!


Quello che mi propongo in queste righe, rivolte sia ad amatori che a semi-professionisti, è proprio cercare di venirvi (e venirci!) incontro per risolvere queste mancanze, per lo meno le più spinose; spero di riuscire a mettervi la cosiddetta ‘pulce nell’orecchio’ e a spingervi a risolvere i vostri problemi più pressanti ed a cercare autonomamente la soluzione ad altri che si presentano nel corso del tempo, giungendo così ad affrontare lo studio in maniera assolutamente corretta.

Ho voluto dividere quest’articolo in due parti. Qui sotto vi parlerò di tutta la preparazione allo studio: quando studiare, dove studiare, per quanto tempo, etc. Nel secondo articolo, di futura pubblicazione, entrerò invece nel dettaglio parlando di come possiamo affrontare concretamente lo studio e suddividere tutto il materiale che abbiamo a disposizione.

Buona lettura!

Partiamo da una delle domande che più di tutte assillano il chitarrista studioso: quando dobbiamo studiare, e per quanto tempo???

E’ bene tenere presente che lo studio del proprio strumento richiede costanza, regolarità ed impegno per ottenere risultati apprezzabili. Moltissime persone lasciano il proprio strumento a prendere la polvere per giorni, per recuperare con immersioni intensive di varie ore in un giorno solo. Sbagliato!!! Cercate invece di ritagliarvi poco spazio tutti giorni, anche si trattasse di soli 15-20 minuti, perché la confidenza col proprio strumento è una cosa fondamentale, e, supposto che stiamo parlando dello stesso carico e tempo di studio, è di gran lunga preferibile dividerlo attraverso tutti i giorni della settimana piuttosto che concentrarlo in pochi giorni con sessioni più lunghe. Così facendo alleggeriremo la nostra mente e faciliteremo anche l’apprendimento della tecnica, in quanto rimanendo parecchi giorni senza suonare si tende ad ‘arrugginirsi’. In merito a questo vi dò un piccolo consiglio: tenete la vostra chitarra sempre a portata di mano, e non nascosta in qualche angolo buio della vostra casa dentro ad una custodia!!! E’ vero, così facendo prenderà un po’ più di polvere, ma potrete buttarvi sullo studio in ogni momento della giornata, anche avendo pochissimi minuti a disposizione!
Per quanto riguarda il periodo che volete dedicare allo studio, è bene sapere che, essendo per natura diversi, non esiste un periodo della giornata ‘ideale’: c’è chi studia meglio alzandosi alle 6 di mattina, chi studia il pomeriggio o la sera e chi (molti musicisti rientrano in questa categoria!) la notte. Il trucco è cercare di capire in quali ore della giornata si rende di più e ritagliarsi il proprio spazio in questo periodo: più vogliamo che la musica diventi una cosa seria, tanto più sarà importante capire quando il nostro cervello è in grado di lavorare meglio.

Un consiglio fondamentale che vi lascio in merito a quest’argomento è questo: studiate tenendo sempre presente la capacità di concentrazione del vostro cervello!!! Il cervello di una persona normale è in grado di tenere un livello di attenzione assoluta (senza la minima distrazione) per un periodo di poco inferiore ad un minuto. Il periodo di attenzione relativa (tutto quel lasso di tempo in cui riusciamo ad essere concentrati, con brevissimi intervalli di qualche secondo in cui il nostro cervello ‘stacca la spina’ senza che la nostra attenzione cali) varia invece da pochi minuti, nel caso di una persona che abbia un livello di attenzione basso, a poco più di un’ora in persone che abbiano una formazione universitaria. Dopo questo lasso di tempo, inevitabilmente, il nostro cervello perde pian piano il suo mordente, e non assimila appieno tutto quello che gli viene sottoposto.

Quale suggerimento ricavare da tutto questo??? E’ molto semplice: cercate di evitare di sovraccaricare la vostra mente stando parecchie ore al giorno su cose nuove. Se volete proprio distruggervi dallo studio, dedicate un’ora / un’ora e mezzo massimo al giorno all’apprendimento di argomenti totalmente nuovi (è già tantissimo!!!), e il resto al ripasso, alla tecnica, all’improvvisazione, o a tutto quel che vi pare che non contenga l’assimilazione di concetti su cui ci buttiamo per la prima volta! E ricordatevi che, se mentre studiate tecnica è bene suonare il più possibile a lungo senza fermarsi (qui il limite è solo fisico!) l’apprendimento di nuovi concetti, proprio per il meccanismo di attenzione del nostro cervello, deve essere fatta alternando brevissimi periodi di immersione totale (massimo qualche minuto) a frequenti pause (anche solo 30 secondi per riposare la mente): in questa maniera apprenderete di più e meglio!!!

Ma quanto tempo dovremmo dedicare allo studio, per ottenere dei risultati concreti?

La prima cosa da ricordare è che, ancor più della quantità, conta la qualità dello studio. Non ha senso studiare dieci ore al giorno se siete continuamente distratti, stanchi morti o semplicemente molto svogliati. Il top sarebbe, ovviamente, abbinare la qualità alla quantità, ma se questo non è possibile, cercate di tenere la concentrazione molto alta, evitando le distrazioni, anche solo per un’ora o 45 minuti e, giorno dopo giorno, vi sorprenderete di quante cose nuove potrete imparare. Se siete particolarmente fissati, ricordate di non forzarvi mai a studiare se veramente non ne siete in condizione: uno studio di questo tipo è controproducente, e si concreterà solamente in molte ore gettate al vento. Se per un giorno non studiate non è un dramma: basta che questa sia un’eccezione e non la regola.
E’ bene anche sottolineare che la quantità di studio corretta non esiste: in primis perché c’è chi dedica la propria vita alla musica e chi, da amatore, vuol semplicemente imparare a strimpellare qualcosa e ha una vita parallela alla musica piena di impegni, e secondariamente perché ogni persona ha tempi di apprendimento diversi; anche studiando nel modo più corretto possibile, ci sarà sempre qualcuno a cui non daremmo un euro che ci supera studiando di meno! Anche qui, come già detto precedentemente, è bene trovare il proprio equilibrio stilando la propria tabella di tempistiche ideali. Se vogliamo proprio materializzare tutto questo in un numero, indicativamente due ore al giorno per un amatore sono tantissimo tempo e, se ben sfruttate, portano all’assimilazione di parecchi concetti in poco tempo, e anche ad un lento ma costante miglioramento tecnico nel tempo (ciò non toglie che si possa anche migliorare in minor misura studiando meno).
Per quanto riguarda il rapporto tra il tempo e la tipologia di materiale che abbiamo sottomano, ne parlerò nel prossimo articolo quando entrerò in maggiori dettagli.

Passiamo al dove studiare: ricordate che il vostro luogo di studio, oltre a farvi sentire a vostro agio, dovrebbe avvicinarsi quanto più possibile ad una sorta di fortezza inviolabile, dove nessuno vi possa disturbare, così da stare il più concentrati possibile, e dove abbiate a disposizione tutto quello che vi serve, senza che dobbiate perdere tempo a cercarlo. Se riuscite ad isolarvi dal mondo, vi saranno più utili 10 minuti di studio di un’ora fatta in un luogo dove avete distrazioni continue. Siate consapevoli, dunque, che se vi mettete a studiare in un periodo della giornata e in un luogo dove potete essere distratti frequentemente, forse è il caso di cambiare abitudini!!!

Lorenzo Mirani

 

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4 pensieri su “Lo studio della chitarra: Quanto, Quando e Dove ? Parte I

    1. Lorenzo Mirani

      ciao Alessio, l’ho accennato, dicendo che indicativamente per un amatore due ore di tempo sono tante, e anche in un’ora, se fatta bene, si imparano tantissime cose 🙂
      Per quanto mi riguarda, io ai miei allievi consiglio sempre un’ora al giorno fatta con una dose opportuna di concentrazione… così facendo si vedono sin da subito buoni risultati 🙂

      Per un professionista la cosa è diversa, io sto ancora finendo gli studi e mi dedico alla chitarra una decina di ore al giorno di media. Ma volendo ne possono bastare meno, io sono un cattivo esempio probabilmente 🙂

  1. alessio

    ciao mi chiamo alessio è megliostudiare un giorno la ritmica e il giorno dopo il solismo oppure tutti e due per esempio nella stessa ora?

    1. Lorenzo Mirani

      Ciao Alessio, solitamente è bene studiare ogni giorno entrambe le cose, così da assimilarle meglio. Se il cervello è fresco su quelle materie, ci lavorerà meglio. Il mio consiglio è quello studiare mezzora le ritmiche e mezzora i soli, se hai un’ora a disposizione. Poi, se ti accorgi di essere piu debole in una di queste due cose, aumenta il tempo di studio sulla materia dove zoppichi e diminuiscilo su quella dove ti senti a tuo agio.
      Se leggi il mio secondo articolo sullo studio sempre sul jamming blog, ho spiegato piu o meno come si potrebbe dividere lo studio…. prendi delle macro-aree di studio che affronterai per circa un annetto, e ogni giorno cerchi di dedicare un po’ di spazio a tutte le aree che ti sei scelto (es. ritmica, soli, teoria, etc).
      Ovviamente devi considerare che avendo solo un’oretta a disposizione, non potrai avere troppe materie su cui concentrarti… scegline 2 o 3 (soli e ritmiche possono andare benissimo, in fondo sono probabilmente le cose piu importanti) e dedicatici per un po’ di tempo, e quando senti di essere migliorato passa anche ad altri ambiti di studio.

      Spero di averti aiutato, sempre a disposizione!

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