Basso a 4 o 5 corde?

Cominciamo subito col dire che come molte domande anche questa non ha una risposta univoca e dipende molto dal singolo musicista. E’ vero però che si possono fare alcune considerazioni di massima sull’argomento.

Il basso elettrico è uno strumento che unisce il concetto di “contrabbasso” a quello di “chitarra” tant’è vero che uno dei suoi nomi è anche “chitarra basso”. Il primo basso fu un Precision e fu costruito da Leo Fender nel 1951… ed era a 4 corde. Il basso a 5 corde nacque più tardi a cavallo fra gli anni ’60 e gli anni ’70 (i primi furono, vado a memoria, il Fender V e l’Alembic). Ma di fatto quel tipo di basso vide la sua fortuna negli anni ’80, il periodo della disco.


Detto questo cerchiamo di capire quali sono le differenze. Innanzitutto precisiamo che la 5° corda è la più grave e la nota che produce a vuoto è un B. Le ulteriori corde (6a, 7a) che si possono aggiungere vengono messe all’acuto. Questo perché note più gravi del B risulterebbero poco chiare e definite: ne uscirebbe un suono troppo pastoso che non avrebbe alcun senso in una logica di musica leggera. Inoltre bisogna dire che l’orecchio umano avrebbe difficoltà a distinguere note in tali suoni in quanto già il B basso ha una frequenza di 30hz ca. ed è molto vicina al limite dei 20HZ al di sotto dei quali non si hanno percezioni uditive.

Generalmente a chi vuole intraprendere la via dello studio del basso elettrico si consiglia di cominciare con un 4 corde. Il primo motivo di questo consiglio è il prezzo: quello del 4 corde è generalmente inferiore. Poi vi sono questioni di carattere tecnico: la mano sinistra viene sottoposta ad uno stress maggiore nel basso (rispetto ad esempio alla chitarra) a causa della dimensioni del manico che nei bassi a 5 corde è più grosso e dunque più difficile da maneggiare; inoltre la quinta corda è molto grossa e la mano è costretta a fare uno stretching troppo faticoso, specialmente nei ragazzi piccoli dove la mano non è ancora molto sviluppata. Del resto bisogna dire che la maggior parte dei brani di musica blues, pop, rock con i quali si ha inizialmente a che fare in fase di studio non ha bisogno di note particolarmente profonde.

Il 5 corde di contro offre una gamma sonora molto più ampia ed ha la capacità di offrire sensazioni di apertura del suono grazie alle basse frequenze che riesce ad emettere. Molti brani, in determinati ambienti e generi musicali più recenti (disco, hard-core, nu-metal), prevedono suoni molto gravi che non possono essere sostituiti con ottave più alte, pena la buona resa dell’esecuzione. Inoltre va detto che in determinati casi in cui il pezzo preveda parti tecniche molto veloci il 5 corde può facilitare le cose permettendo meno spostamenti della mano sinistra. Di certo lo sviluppo tecnico su questo tipo di strumento dovrà prevedere uno studio approfondito sulla 5° corda sia di tipo fisico, per prendere confidenza con una corda particolarmente grossa, si da un tipo di vista tecnico, in quanto il suono prodotto è difficile da gestire specialmente in presenza di effetti di dinamica quali distorsioni o fuzz.
Ci sono in commercio taluni metodi specifici per lo studio e lo sviluppo delle tecniche sui bassi a 5 corde.

Ma allora: To B or not to B? Ripeto, non ci sono regole fisse. La cosa da tenere a mente è che il vero obiettivo è il risultato, il suono. Prendetevi dunque il tempo necessario per capire di cosa avete realmente bisogno: qual è il vostro basso lo scoprirete solo suonando!

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