Il peso del suono

Chi di voi cantanti o musicisti, andando in un locale a cercare una data o nei preparativi per una serata già fissata, ha  l’abitudine di chiedere notizie sull’impianto del tale locale? “Quanti microfoni ci sono sul palco?” “Che mixer?” “Quante spie?”. Ecco, se non l’avete mai fatto, neanche una volta, con questo articolo e quelli che verranno spero di farvi capire l’importanza di fare queste domande per il buon esito della vostra serata.

E’ logico che il primo ingradiente per il successo dello show è un cantante che spacca i vetri, un chitarrista che suona a testa in giù e un batterista con il groove, ma se io sento solo il bassista ad un volume che mi fa sanguinare le orecchie, che ci faccio col groove del batterista? E se sul palco i musicisti non si sentono tra loro, come fa il basso a seguire quel fantastico giro che sta facendo il famoso batterista col groove nel sangue?

Queste considerazioni mi vengono dal fatto che spesso ho sentito musicisti proferire le parole: “A me che me ne frega, basta che mi mettano un microfono davanti e io canto” e da curiosi aneddoti che mi sono accaduti come andare a seguire gruppi di 4/5 elementi in un locale, dove mi avevano assicurato la presenza di un impianto bellissimo, per poi scoprire che potevo controllare solo due voci perchè c’erano solo 2 microfoni (e un’asta!!) e l’impianto era bello,si ma dal finale di potenza agli speaker.

Il mondo dell’ audio è un mondo complesso, in cui l’elettronica si mette al servizio dell’acustica perchè il maggior numero possibile di persone possano godere di ciò che viene suonato sul palco. Naturalmente citando queste due discipline, elettronica ed acustica, si capisce bene che la materia è sconfinata, ma penso che con pochi consigli per acquisire nozioni di base ed una spesa non esagerata, si possa arrivare a buone soluzioni per ottenere in ogni situazione  un ascolto decente per il pubblico e per chi suona.

In questa rubrica spero di riuscire a darvi alcuni consigli che risolvano i problemi più comuni che si affrontano esibendosi in piccoli ambienti, come appunto ascolti squilibrati, distorsioni indesiderate e feedback, spiegando come funziona una grossa produzione, affinchè ciascuno secondo le proprie possibilità possa risolvere i problemi tecnici più comuni che lo affliggono sul palco ed offrire agli spettatori uno spettacolo godibile sotto tutti i punti di vista.

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