Il setup nella registrazione

Eccoci giunti alla prima lezione di home-recording, nella quale partiremo proprio dall’inizio, ovvero dalla domanda principe che ognuno di noi si pone quando prende la decisione di compiere i primi passi nel mondo della registrazione audio: cosa diavolo mi serve per registrare questo pezzo? La risposta è relativamente semplice. Ci vogliono essenzialmente le cose che ci suggerisce il nostro buon senso:

-Un qualcosa che riesca a “capire” quello che sto suonando
-Un posto dove resti impresso ciò che ho suonato
-Un marchingegno per gestire tutto ed eventualmente migliorare e/o correggere la mia esecuzione.
-Un qualcosa per fare il CD

Fino a 15 anni fa il solo pensare ad un prodotto fatto con le sole proprie forze era impossibile. L’unico modo di registrare era spendere soldi (tanti!!!) per affittare studio con banchi analogici lunghi metri e metri del valore di centinaia di migliaia di dollari e pagare il fonico, l’unico essere vivente capace di districarsi in quel groviglio di cavi e lucine! Con l’avvento del “digitale” e con il sempre più frequente uso del computer è ora possibile, con poche centinaia di euro, fare una bella registrazione comodamente a casa propria.
Fortunatamente siamo nel ventunesimo secolo e le cose di cui abbiamo bisogno sono: un PC, una scheda audio, un microfono e un software di editing audio. Un attimo…. Ma perché? Beh, perché innanzitutto il microfono capta quello che suono (i riff che esplodono  dall’ampli, gli acuti irraggiungibili delle corde vocali, i tempi farciti di doppia cassa delle batterie super-assordanti, le cavalcate alla Steve Harris del nostro inseparabile Fender Precision…) cosicché poi la scheda audio può “tradurre” il segnale del microfono in un segnale comprensibile dal PC. Il nostro computer poi fa tutto il resto: memorizza tutti i dati su un disco magnetico (hard-disk), in modo che la nostra esecuzione rimanga ben impressa nei secoli ed inoltre ci dà la possibilità di intervenire a posteriori sulle nostre registrazioni attraverso il sotware di editing, che ci serve per: vedere tutto quello che facciamo su uno schermo diviso in battute, gestire un metronomo, tagliare, copiare, montare, smontare, allungare, accorciare, ripetere, effettare e incollare le parti registrate, gestire più registrazioni in modo da eseguirle una alla volta e poi sentirle contemporaneamente… E chi più ne ha più ne metta!!! Non dimentichiamo inoltre che tutto questo è possibile con una precisione al millisecondo!!! Infine il PC ci può fissare il nostro brano finito su CD.
Ecco quindi qui riassunto quello che ci serve in uno schema:

Particolare attenzione bisogna prestare alla scheda audio. Bisogna assolutamente chiarire agli utenti che  vogliono avvicinarsi al mondo dell’home recording che non bisogna mai usare le comuni schede audio fornite all’interno dei PC, le diffusissime “sound blaster”, per intenderci. Perché? Per 3 buoni motivi: la latenza, i convertitori, la presenza di preamplificatori. Scendiamo più nel dettaglio.
– La latenza è letteralmente ciò che si definisce “ritardo”, cioè il tempo che intercorre tra l’istante in     cui l’esecutore tocca col plettro la corda della chitarra, e l’istante in cui il suono registrato viene riprodotto dalle casse del PC. Con le schede audio professionali oggi in comune riusciamo ad ottenere latenza 0 (o quasi), mentre con le comuni sound blaster la latenza arriva a circa 750 millisecondi, cioè quasi 1 secondo!!! Un’eternità…
Come mai esiste questo ritardo? Esiste semplicemente perché la scheda audio deve convertire il segnale da analogico a digitale (la pennata viene convertita in una serie di 0 e 1, il linguaggio del PC) e poi riconvertirlo in analogico per poter essere riprodotto dalle casse. In gergo tecnico questa si chiama conversione AD/DA.
– Il convertitore è uno dei componenti più importanti per la qualità della vostra registrazione. Il convertitore è un “semplice” chip che processa le informazioni in entrata e in uscita dalla scheda audio.  Migliore è la qualità del convertitore, maggiore sarà il costo della scheda audio ma sarà sicuramente maggiore la qualità finale del vostro prodotto!
–     Il preamplificatore è un altro componente essenziale soprattutto per la versatilità del vostro set-up. Perché abbiamo bisogno di un preamplificatore? Perché il microfono ha un segnale di uscita molto basso che sarebbe quasi impercettibile per il nostro computer. Il preamplificatore risolve questo problema aumentando il segnale di uscita del microfono e portandolo ad un livello “utilizzabile” per il nostro editing. Anche in questo caso la qualità del preamplificatore è fondamentale per la buona riuscita del vostro prodotto!

Ma veniamo al dunque: quanto ci costa tutta questa meraviglia (tanto per fare due conti e entrare nell’ordine delle idee…)? Fortunatamente, in relazione a qualche anno fa, poco. Al giorno d’oggi i PC hanno un mercato immenso e un buon computer per iniziare si può trovare (nuovo!!!) a meno di 400 euro, 550 con un bello schermo di quelli ultima generazione, una scheda audio già ottima per realizzare lavori praticamente professionali costa 200 euro, un microfono per iniziare costa circa 80 euro (e lo usiamo anche live magari, così ammortizziamo la spesa) e una coppia di casse (più correttamente si chiamerebbero “monitor”) di quelle serie va sui 250 euro. A conti fatti, considerando un po’ di cavetteria e qualche extra tipo mouse e tastiera, ci possiamo fare (da zero!) il nostro primo home-studio con circa 1000 euro… E ragazzi, ci siamo fatti uno studio che con un po’ di bravura può dar luogo a lavori di una qualità eccezionale, praticamente quasi professionali! Come se non bastasse, esistono anche dei pacchetti per risparmiare un po’ che comprendono scheda, cavetti, microfono, monitor e software tutti in blocco ad un prezzo molto conveniente.
Se poi magari abbiamo già il PC in casa e magari abbiamo anche la pazienza di farci un giretto nell’usato tipo su http://www.mercatinomusicale.com, possiamo abbattere i costi e cavarcela anche con la metà!
Nel prossimo numero andremo a vedere uno alla volta gli aggeggi di cui abbiamo parlato oggi entrando un po’ più nel dettaglio, sparando magari qualche nome di oggetti interessanti reperibili sul mercato. Alla prossima!

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