Modulazione


Bene, cominciamo ad analizzare l’affascinante mondo degli effetti di MODULAZIONE
Gli effetti di modulazione si identificano principalmente in CHORUS, FLANGER, PHASER.
Esistono altre sfumature ,ma principalmente con questi quattro possiamo fare decisamente quello che vogliamo.

Il principio di questi effetti consiste teoricamente nello sdoppiare il segnale per poi intervenire sull’onda e creare delle cotrofasi che provocano,a seconda dell’effetto e dell’intensità,la modulazione che desideriamo.

Il CHORUS e probabilmente il più popolare degli effetti di modulazione,è il meno invadente e quindi il più versatile.
Con il chorus possiamo simulare un esecuzione all’unisono,come se due chitarristi stessero suonando la stessa parte contemporaneamente.Questo darà un senso di spazio al nosto suono,il chorus provoca una leggera stonatura, ed è questo che caratterizza l’effetto,sempre che le regolazioni siano piuttosto blande…

Le regolazioni principali sono:SPEED determina la velocita della nuova linea d’onda, più sarà veloce più si avvertirà la dissonanza del nostro segnale. DEPTH è la profondità,quindi l’intensità dell’effetto
Potete trovare anche altre regolazioni,più o meno intuitive,dipende dalle macchine che usate…spesso nei sistemi a rack si può regolare l’intervento delle modulazioni nei minimi dettagli…per i casi specifici vi rimando come al solito al forum.

Torniamo a noi,generalmente se regoliamo lo speed a metà e il depth entro un quarto,manteniamo un suono piuttosto naturale,ma con le caratteristiche di cui parlavamo prima.
Se alziamo l’intensità dell’effetto,otteniamo un suono più tipico,il suono di chitarra pulito che ha caratterizzato gli anni 80 per intenderci.
Sono numerosi i chitarristi che hanno caratterizzato il loro sound con il chorus ben presente,pensate a Andy Summer dei Police o a The Edge degli U2,a Steve Lukather con i Toto o in uno delle decine di dischi dove ha suonato.

Quindi abbiamo detto che il chorus ci piace con il suono pulito,magari con un po’ di delay,ma anche con il distorto può dare risultati interessanti!Pensate a Brian May dei Queen,usa un effetto di modulazione praticamente sempre,anche se usa maggiormente il phaser.

Come gli altri effetti di modulazione il chorus può essere usato in modo assolutamente creativo,quindi in questo caso più che mai…SPIPPOLATE!

Il FLANGER processa il segnale con un principio simile al chorus,ma in modo più presente,lavorando sulla  forma d’onda,oltre al depth e speed,si possono ottenere timbri più o meno estremi…e difficile descrivere il souno del flanger,sarebbe utile sentirlo.
Pensiamo di nuovo al sound dei police,soprattutto dal vivo,o tutto Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd(in realtà usa un uni-vibe,ma anche un flanger va benissimo),o gli effetti psichedelici di Live a Pompeii(sempre Gilmur).
Personalmente amo questo effetto,soprattutto per creare parti d’atmosfera combinato con un delay lungo,ma anche negli assoli può essere mooolto interessante.

Il PHASER e lo scalino successivo al flanger,principio simile,ma timbro ancora di più “modulato”.Pensiamo a Run Like Hell o Have a Cigar(P.Floyd) o can stand loosing you(Police)…
Se posizioniamo lo speed al massimo si ottiene un suono molto estremo, quasi un tremolo,spesso usato da gruppi come i Muse o i Korn…provate!

Importante l’utilizzo del phaser in parti ritmiche a sedicesimi tipo funk,o nel ragge,quasi a voler imitare il wha,ma con un effetto chiaramente differente.
Il phaser è spesso usato anche sul basso elettrico,generalmente nel funk e nel ragge,oppure con l’ hammond,anche in questi casi l’effetto è interessantissimo.

Bene,spero di aver sufficientemente incuriosito…secondo me un effetto di modulazione può fare il giorno o la notte di un brano,trovo molto stimolanti questi suoni anche in senso compositivo.
Ricordate sempre però che tutte queste macchinette non sono indispensabili…non vi faranno suonare meglio,ma potranno essere utili e molto interessanti,dipende tutto da cosa suoniamo e da quello che ci piace!!!

Walking on the moon!

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