Il Compressore

Per ottenere dei suoni “corretti” è fondamentale l’ordine in cui colleghiamo i nostri effetti a pedale, questa sequenza è detta routing.

Generalmente si procede in questo modo: DINAMICA – MODULAZIONE – RITARDO.
Di solito il wha va in cima alla catena o subito dopo il compressore.
Cominciamo ad analizzare la dinamica seguendo l’ordine standard della catena effetti…vi ripeto che nessuno vieta di sperimentare l’ordine dei pedali alla ricerca di soluzioni sonore “particolari”!

Il COMPRESSORE: sicuramente è uno degli effetti più complessi e con regolazioni misteriose…
Anzitutto, A COSA SERVE? serve ad alzare il volume medio della parte cha stiamo suonando,quindi a stabilire un livello minimo e uno massimo di uscita di segnale e a rendere l’esecuzione più omogenea,ma meno dinamica.
Il compressore non fa miracoli,soprattutto in situazioni live,ma in fase di registrazione…si!Provate a registrare una chitarra acustica in strumming o un arpeggio o una ritmica funk,con un compressore potrete correggere un sacco di difetti esecutivi e ritrovare i sound dei dischi!
Dal vivo il compressore si usa sia per gli stessi motivi che per una ricerca,secondo me ,timbrica.
Pensate a chitarristi come GILMOUR, SUMMER o THE EDGE … più avanti approfondiremo con analisi stilistiche.
Esistono compressori a rack con molte regolazioni che ci permettono di regolare ogni parametro in modo decisamente accurato e compressori a pedale più scarni,ma comunque efficaci dal vivo e soprattutto mooolto più economici…parliamo di questi!
Il popolare CS3 della boss ha quattro regolazioni: LIVELLO; TONO; ATTACCO; SUSTAIN

  • Il livello serve a regolare il volume medio di uscita,generalmente si tiene oltre la metà visto che la compressione provoca una perdita di volume che possiamo così recuperare
  • Il compressore provoca anche una perdita di frequenze acute,con il controllo di tono ridiamo brillantezza al nostro suono
  • L’attacco regola il tempo di intervento del compressore,ovvero dopo quanti millisecondi dopo la pennata il compressore processerà il nostro segnale,più l’attacco sarà alto(verso destra),più l’attacco rimarrà naturale.Tuttavia smorzare l’attacco ci farà ottenere quel sound caratteristico del suono appena crunch spesso usato anche in parti solistiche tipo Gilmour o Mark Knofler.
  • Il sustain, è il tempo di rilascio del compressore,non si prolunga la durata della nota,si può alzare il suo volume fino all’ultima vibrazione!!! Ripeto:il compressore non fa miracoli,ma ci può aiutare e soprattutto ci fa ottenere suoni che siamo abituati a sentire e che senza di lui sarebbe impossibile riprodurre.

Attenzione ad utilizzare il compressore con suoni molto distorti;la distorsione provoca una compressione naturale del segnale,che ulteriormente compresso,soprattutto sulle ritmiche, potrebbe perdere troppa dinamica e armoniche…comprimete,ma con parsimonia!

Provate e sperimentate! Ricordate sempre che capire a cosa serve una manopola può rendere molto più efficace e rapido la regolazione dei pedalacci!

Ciao.

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